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giovedì 26 maggio 2016

Focus on: la certificazione NATRUE per la cosmesi naturale e biologica

Buongiorno ragazze.

Come vi ho già raccontato nell’articolo post Cosmoprof (vi metto il link direttamente qui), quest’anno in fiera ci siamo dedicate con particolare attenzione al padiglione del naturale e siamo state parecchio tempo a parlare con i responsabili presenti allo stand di NATRUE, la certificazione internazionale garante della cosmesi naturale e biologica.

Vista la voglia di conoscere maggiormente questo marchio e la filosofia alla sua base, ho intervistato Francesca Morgante, Label Manager NATRUE, a cui ho chiesto di spiegarci come funziona, come opera e quali sono i punti di forza di questa certificazione.

Francesca Morgante, Label Manager NATRUE


Ecco a voi NATRUE.

Dottoressa Morgante, ci può descrivere in che cosa consiste la certificazione Natrue? Quali sono i suoi punti di forza?

La certificazione NATRUE è nata dall’esigenza di offrire al consumatore uno standard rigoroso per la cosmesi naturale e biologica in assenza di una legislazione specifica a riguardo. Quando è stato lanciato nel 2008 esistevano già diversi marchi di certificazione – alcuni più restrittivi altri molto meno ed erano quasi tutti caratterizzati da un approccio nazionale. Un simbolo conosciuto sul mercato tedesco non aveva nessuna rilevanza per il consumatore italiano e viceversa. Tutto questo ha portato gli addetti del settore a parlare addirittura di “giungla delle certificazioni”.
In una situazione cosi frammentata NATRUE, seppur creando un nuovo marchio, è riuscita a coniugare internazionalità e rigore. Queste due caratteristiche sono fondamentali per le aziende di cosmesi naturale e biologica.
La certificazione NATRUE inoltre non è effettuata direttamente dall’omonima associazione con sede a Bruxelles che si fa garante dello Standard, ma viene effettuata da organismi terzi ed indipendenti – ad oggi più di 10 a livello mondiale. Ad oggi le aziende i brand certificati NATRUE sono oltre 200 sul mercato mondiale e in includono i leadear di mercato della cosmesi naturale ma anche nuove realtà e piccole e medie imprese.



Quali sono le principali differenze rispetto ad altre certificazioni bio diffuse sul mercato?

Le principali differenze si possono riassumere in 3 punti distintivi:


·         NATRUE assicura che ogni brand per ottenere il marchio NATRUE deve impegnarsi alla certificazione di almeno il 75% dei prodotti della linea. Se prendiamo una linea composta da 10 prodotti – almeno 8 devone essere certificati. Questo garantisce un approcccio serio alla certificazione evitando di sbandierare uno o due prodotti certificati su una linea molto più ampia inducendo il consumatore a credere un impegno maggiore di quello reale. La maggior parte degli standard non prevede nessua soglia di questo tipo
·         NATRUE classifica i prodotti cosmetici in 13 categorie – per ognuna vengono fissati livelli garantiti di sostanze naturali nella formulazione e livelli massimi consentiti di sostanze di derivazione naturale a seconda della tipologia del prodotto cosmetico.
Che si tratti di un olio o di uno shampoo il consumatore è garantito con il massimo grado di naturalezza possibile. Generalmente gli altri standard non definiscono le percentuali di ingredienti ma si limitano ad escludere alcuni ingredienti dalle formulazioni.
Noi vogliamo garantire che quando un consumatore acquista un prodotto certificato esso corrisponda il più possibile alle sue aspettative. I consumatori si aspettano elevate percentuali di ingredienti naturali che sono quelli che hanno subito solo processi fisici come la spremitura e l’estrazione. Le sostanze di derivazione naturale sono necessarie per la performance cosmetica, ma essendo gli ingredienti naturali soggetti a trasformazioni chimiche (tanto per citarne una, la saponificazione) è importante limitarli per preservare al massimo il concetto di naturalezza.
·         NATRUE esclude l’acqua dal conteggio delle sostanze naturali. Sebbene l’acqua sia per comune percezione un ingrediente naturale, essendo l’ingrediente principale di moltissime formulazioni cosmetiche, il suo computo nella percentuale naturale potrebbe indurre il consumatore a immaginare una presenza di sostanze naturali più elevata di quella reale. Non solo NATRUE esclude da questo conteggio l’acqua della formulazione ma anche quella aggiunta agli ingredienti in fase di lavorazione degli stessi.

NATRUE



- Quante sono le aziende che possono vantare il logo Natrue? Di che tipologia sono? E quali sono i controlli a cui vengono sottoposte dopo aver ottenuto la certificazione per verificare che rispettino sempre tutti i requisiti?

Ad oggi i brand che hanno ottenuto la certificazione NATRUE sono oltre 200 a livello mondiale. I pionieri della cosmesi naturale e biologica sono tra i fondatori di NATRUE e sui loro prodotti si può trovare il nostro logo – parliamo di aziende quali Weleda, Dr. Hauschka, Primavera e Lavera.
A queste si sono aggiunte tantissime altre realtà che vanno dalle aziende più strutturate sui mercati internazionali fino a piccole realtà anche a conduzione familiare. Non è la dimensione che qualifica le aziende che hanno scelto NATRUE, ma l’impegno e la trasparenza verso i propri consumatori. Inoltre NATRUE è anche presente su molte linee definite “private label” quelle cioè dei supermercati. Se questo fenomeno fino ad oggi era soprattutto diffuso in Germania, iniziamo a vedere scelte che vanno in questa direzione anche in Italia e in altri mercati europei. Ancora una volta la certificazione permette di garantire prodotti naturali reperibili anche in canali distributivi in cui non si sarebbero aspettati.


NATRUE
Alcuni dei brand con certificazione NATRUE

I controlli a cui sono sottoposti i prodotti sono molto rigorosi.
Ogni azienda deve fornire all’ente di certificazione preposto la lista di tutti gli ingredienti utilizzati per ogni prodotto che intende certificare insieme alle percentuali di utilizzo. 
L’ente verifica che ogni ingrediente sia ammesso dallo standard NATRUE – vengono setacciati tutti i processi produttivi dei singoli ingredienti e se le materie prime sono di qualità biologica l’azienda deve fornire il certificato. Una volta che il controllo ha esito positivo la formulazione viene considerata conforme e si rilascia il certificato preliminare. In seguito l’azienda viene sottoposta ad una visita ispettiva volta a controllare la veridicità di tutte le informazioni fornite in precedenza e a valutare la conformità dei processi produttivi. Si presta molta attenzione alla concordanza degli ordini di acquisto di determinati ingredienti con il loro effettivo utilizzo e si controlla che gli ingredienti di qualità biologica non vengano mischiati con quelli che non lo sono, non solo nei magazzini di stoccaggio ma anche durante la produzione.
Se la visita ha esito positivo si rilascia il certificato finale.
Dall’emissione del certificato preliminare si hanno due anni di validità della certificazione. È molto frequente che nei due anni successivi le aziende aggiungano man mano altri prodotti alla linea. Questi vengono controllati nello stesso modo fino all’emissione del certificato prelimiare; l’audit di produzione è necessario se sono trascorsi più di 12 mesi dal precedente. Inoltre ogni azienda deve tempestivamente comunicare ogni minima variazione nella formula durante tutti i due anni di validità della certificazione all’ente di certificazione.


- NATRUE è internazionale. Quali sono gli Stati in cui è riconosciuto?

NATRUE è internazionale perché si è affermato ed è conosciuto in molteplici mercati sia dagli addetti ai lavori sia dai consumatori. Tuttavia non si può parlare di “riconoscimento” da parte degli stati. Ad oggi non ci sono standard per la cosmesi naturale e biologica legalmente riconosciuti in Italia. Ciò non toglie che le certificazioni, pur rimanendo in questo settore volontarie, aiutano il consumatore a scegliere prodotti naturali e bio con fiducia.


- Come viene definito il disciplinare di Natrue?


NATRUE è uno standard privato di certificazione di prodotto applicabile alla cosmesi naturale e biologica.
Lo standard è sviluppato sin dalla sua prima stesura dal Comitato Scientifico di NATRUE. Questo organo è formato per metà dai soci di NATRUE e per metà da esperti del settore cosmetico non facenti parte dell’associazione. Questa doppia composizione permette di garantire un’imparzialità nelle decisioni ed una competenza tecnica elevatissima; il comitato scientifico si occupa oggi principalmente di definire gli ingredienti ammessi e quelli no. Si riunisce almeno 3 volte all’anno ed è costantemente in contatto con gli enti di certificazione per fornire chiarimenti interpretativi e per discutere nuovi scenari.
La cosmesi naturale e biologica è un settore straordinariamente dinamico dove ricerca e sviluppo sono importantissimi. Ogni anno valutiamo la conformità di nuove molecole secondo i requisiti NATRUE.
Standard che non vengono aggiornati da anni sono sintomo di sistemi che non tengono conto delle nuove tecnlogie o che sono talmente generici da porre dei dubbi sulla loro effettiva applicabilità.



      - Aiutiamo il consumatore! Il greenwashing non aiuta il mercato e crea confusione in chi acquista, spesso disorientato davanti a simboli poco chiari e diciture ambigue. Diamo qualche consiglio a chi vuole approcciarsi al mondo della cosmesi bio ma è ancora poco esperto

Spesso e volentieri i brand di cosmesi naturale e biologica non fanno un uso smodato di richiami naturali sul packaging e tramite i colori. La loro identità di brand è data dalla storia stessa del marchio e garantita dalla certificazione. Al contrario sempre più spesso i richiami al naturale sono presenti su prodotti che di naturale hanno poco o nulla, ma che cercano di intercettare un consumatore sempre più alla ricerca di questi ingredienti.

La cosa fondamentale è riconoscere un marchio di certificazione che identifica uno standard come NATRUE o che è il marchio di un ente di certificazione riconosciuto. Altri marchi che non corrispondono a queste caratteristiche sono per lo più autocertificazioni o autodichiarazioni che poco garantiscono al consumatore.

Sfatiamo un mito: leggere la lista INCI non basta. Se un prodotto non è certificato la sola lettura dell’INCI può essere fuorviante. Lo stesso ingrediente può avere processi produttivi completamente differenti e senza un controllo non c’è alcuna garanzia della naturalità della formulazione.

Un’altra cosa cui prestare attenzione è su quale caratteristica del prodotto vogliamo una garanzia: naturale e bio non sono sinonimi di vegan, come non lo sono di fair trade – tutte caratteristiche sempre più richieste.
Ad ogni caratteristica corrispondono marchi diversi ed e bene non confonderli. Spesso si trovano prodotti naturali e biologici certificati NATRUE che riportano altri marchi come quello Vegan o il Fair Trade offrendo così al consumatore garanzie sulla naturalità ma anche su aspetti etici e socio-economici. Mentre non sempre prodotti Vegan o Fair Trade che non riportano una certificazione NATRUE (o altre) possono definirsi naturali e bio.

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Ringrazio la dottoressa Morgante per queste spiegazioni, che ci aiutano a capire meglio un settore, quello del mondo del biologico e del naturale, che ha sempre più consensi, anche nel campo della cosmesi e del makeup. 
Ricordiamoci che come consumatrici dobbiamo sempre stare attente alla veridicità delle affermazioni e quindi leggere le etichette e imparare a riconoscere i vari loghi e marchi che le accompagnano.

Spero che questo approfondimento vi abbia incuriosito e che vi sia utile. E se avete delle domande non esitate a scrivermi.

Un bacione!

Gaia 
 
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