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domenica 16 settembre 2012

L'ambre des merveilles: le parfum de Hermès

Non potevamo non farvelo vedere... il flacone è semplicemente bellissimo! Linea pulita ed elegante, ma impreziosita da stelle glitter d'oro.


Il testo riportato è tratto da un'intervista a Jean-Claude Ellèna, creatore-compositore esclusivo Hermès dal 2004.
E' interessante, finalmente abbiamo le idee chiare sull'ambra e sull'ambra grigia.

Jean-Claude Ellena, perché L’Ambre des Merveilles dopo Eau, Eau claire e  Élixir des Merveilles ?
 – Eau des Merveilles è un tema così  pieno di contenuti da potersi sviluppare  in un vero e proprio ciclo, e da radicarsi  così in una storia olfattiva i cui protagonisti  sono l’ambra e le sue espressioni. 
Con Eau des Merveilles, avevo cercato di esprimere una femminilità non floreale, ma molto boschiva e piena di carattere, con Élixir, avevo desiderato una composizione ‘gourmand’ e provocante, con Eau Claire avevo voluto chiarezza, trasparenza, leggerezza: con l’Ambre invece, la donna diventa sensuale e misteriosa. Per questo nuovo capitolo della storia, il mio scopo è stato quello di raccontare uno dei misteri dell’ambra, tra delizia e sensualità, quando la vaniglia incontra il calore del labdano e l’umida atmosfera del patchouli.
La parola ambra è molto evocatrice, ma in fondo, non sappiamo veramente che cosa significhi. Cosa s’intende per “ambra” in profumeria? 
– È un mito! Ed anche una speculazione intellettuale che la dice lunga sull’evoluzione dei costumi. 
Innanzitutto, c’è l’ambra naturale, detta “ambra grigia”, una concrezione intestinale patologica del capodoglio: a volte l’animale la eliminava in mare, oppure veniva estratta dal corpo al momento dello smembramento dell’animale, dopo la caccia alla balena. L’ambra naturale evoca così un mondo immaginario pieno di eroi che hanno soggiornato «nel ventre della bestia » e sono scampati: dei miracolati che vanno dal profeta Giona a Pinocchio! Questa ambra ha un odore molto discreto, fine, per niente inebriante, di mare, di oceano, di tabacco grigio. Un tempo veniva persino utilizzata in cucina, per profumare alcune salse di carne o di pesce, come il muschio di Tonchino, che ha un odore un po’ di ferro e di sangue. 
Un tempo, l’odore di sangue (e persino quello del marciume), era percepito come buono! Oggi, invece, ci fa paura, e lo rifiutiamo. Ma l’ambra è un odore che adoriamo più che mai
– Ed è qui che intervengono la potenza del linguaggio, le virtù dello scivolamento semantico, e il nostro potere di associazione attraverso il colore. La parola ambra, infatti, designa anche, al di là della concrezione animale, una resina vegetale fossile. Questa resina, che non ha nessun odore, è color del miele, dorata, come il sole, e conserva tutto quello che racchiude, anche per decine di milioni di anni.
Nei profumi designati con la parola «ambra», non c’è più l’ambra nella prima accezione del termine ma una 
composizione nata dalle nozze della Chimica con la Natura, che risale alla fine del XIX secolo. I profumieri hanno combinato una materia di sintesi, la vanillina, di colore bianco, con una materia naturale, il labdano, di 
colore bruno scuro, una resina della famiglia delle cistacee, uno dei rari vegetali a possedere note olfattive animali… 
Da questo matrimonio è nato un figlio color miele: la convenzione olfattiva che è stata chiamata “ambra”. Per via del colore, naturalmente, ma anche e soprattutto perché il suo odore caldo, avvolgente, quasi afrodisiaco, inebriante, evocava l’Oriente, molto in voga in quell’epoca. 
È forse per evocare questo immaginario che il celebre flacone si evolve?
– Sì, per l’Ambre, il famoso flaconefunambolo della serie delle Merveilles diventa ancora più prezioso, più misterioso. Si orna di un ampio anello d’oro che cinge la sua circonferenza, sottolineando l’effetto lente della sfera di vetro ed esaltando la pioggia di stelle sul retro.  

Dopo questa descrizione, siamo proprio curiose di sentirne il profumo!

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